Il Territorio

“Il vino è la poesia della terra”

Mario Soldati (1906 – 1999)

È con questa premessa che vogliamo trasmettere la passione che dedichiamo al nostro lavoro.

L'Azienda Agricola Lazzarato è una piccola realtà a conduzione familiare immersa nella splendida campagna Veneta, a Meolo, comune di circa 6.000 abitanti situato in provincia di Venezia, al confine con la provincia di Treviso, tra i fiume Piave e Sile.

Nella nostra zona da secoli si coltiva la vite e la produzione dei vini è tra le più rinomate al mondo. Meolo è situata nella bassa pianura veneta, nella parte centro-occidentale della provincia, sorge tra le incantevoli campagne ricche d’acque, vigneti e zone boschive, offrendo momenti sereni tra la natura.

Vale davvero la pena addentrarsi nel territorio. Potrete scoprire scorci di paesaggio incantevoli e piacevoli zone ricche di verde. E’ un modo per staccare dalla vita cittadina e rituffarsi nell’ambiente della campagna, molto più attraente di quanto si creda.

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La storia

Già al tempo dei romani, la costruzione della via Annia (131 a.C.) produsse una trasformazione profonda di queste campagne. Ma, oltre al passaggio di eserciti e di imperatori, all'intensificarsi di un antichissimo flusso migratorio dalle aree dell'est Europa e del vicino Oriente, la strada fu veicolo degli interessi economici e commerciali della vicina Altino, porto fluviale sull'Adriatico e nodo stradale tra nord ed est Europa di grande importanza.

Era qui, come nel resto dell'Agro, che doveva essere prodotta la pregiatissima lana altinate, allevate le mucche di piccola taglia, ottime produttrici di latte; prodotto il vino che si esportava.

Fin dalla conquista longobarda (569) e con il trasferimento in laguna della diocesi di Altino, la terraferma tra il Sile ed il Piave, furono incorporati nella diocesi di Treviso. Meolo venne così a trovarsi in posizione di confine tra le dominazioni “barbariche" di terraferma (Longobarda prima e poi Carolingia) e la fascia lagunare, controllata dai Bizantini in cui andava sorgendo Venezia.

La penetrazione economica, l’investimento fondiario della nobiltà e del clero veneziani in terra ferma, erano iniziati ben prima che Meolo, con il trevigiano, diventasse parte del dominio veneziano di terra (1389).

I fiumi Fossetta e Meolo erano stati riscavati e resi navigabili da più grosse imbarcazioni. Diverranno sede di due traghetti, che assicuravano il collegamento commerciale (legno, derrate alimentari, sale, viaggiatori) con l'area lagunare. I Malipiero, i Capelletto, i Corner, presto seguiti dai Priuli, avevano eretto lungo il Meolo splendide residenze di campagna.

Notevoli sono infatti, nel territorio comunale, gli edifici rurali tra '500 e '700 (tra i quali anche l'edificio più antico della nostra azienda agricola), essi tuttavia rendono un'immagine parziale di un'agricoltura che, dominata dalla grande proprietà nobiliare ed ecclesiastica, si basa al contrario,sulla piccola azienda.

La Meolo ottocentesca è più articolata e vitale di quanto si possa pensare. La nostra bella architettura rurale e residenziale bastano a testimoniarlo.


Le ville Venete

Risalendo il fiume Meolo verso il paese, numerose sono le facciate di ville venete che si specchiano nell’acqua. Ville edificate dal patriziato veneziano durante i secoli di governo della Serenissima poiché facilmente si giungeva a Meolo da Venezia attraverso le valli e i canali direttamente con le imbarcazioni, che animavano queste vie d’acqua con un intenso movimento di vivaci scambi commerciali e svariate attività produttive. Questi storici edifici nacquero, in parte per assecondare alle esigenze di svago e riposo delle nobili famiglie veneziane, nella quiete della campagna lontani dall’affollata capitale lagunare, in parte per assolvere ai bisogni di controllo delle attività commerciali e dell’agricoltura.

Provenendo da sud s'incontra Villa De Marchi-Nardari collocata al centro di un vasto parco, dotata di foresteria; presenta un notevole sviluppo orizzontale grazie alle ampie ali assimetriche.

Più avanti si presenta molto originale per la parte decorativa lapidea la massiccia Villa Priuli Boscain, dal bel giardino, che rivela nei suoi dieci mascheroni l'aspetto di una costruzione seicentesca. In adiacenza alla villa il piccolo oratorio dedicato a San Filippo Neri, con stemmi in pietra d'Istria della famiglia Cappello.

Giunti nel centro del paese si trova Villa Folco-Dreina, ora Cagnato, detta "delle colonne" per il caratteristico colonnato binato d'insolita fattura del pianterreno. Di fronte, oltre la piazza sorge Villa Dreina, eretta in forme sobrie agli inizi dell'Ottocento, che ospitò nell'inverno del 1917, dopo la rotta di Caporetto, il Comando Supremo dell'Esercito Italiano; e vide il passaggio di consegne, tra il comandante supremo generale Cadorna e il generale Diaz che guiderà l’esercito alla vittoria del Piave.

Sempre sul Meolo si affaccia, nel cuore del paese, il quattrocentesco Palazzo Cappello,risalente al XV sec. ora sede municipale, dalle forme semplici, prettamente veneziane: corpo unico a tre piani con una trifora centrale alla facciata, aperta su un piccolo poggiolo in pietra d'Istria. Sulla facciata sono presenti pure una meridiana e tracce di affreschi. All'interno decorazione a fresco nei saloni centrali ed in alcune sale.

Sulle rive del fiume, si trova ancora Villa Malipiero, ora Marini, con piano nobile impreziosito da grandi monofore che affiancano un'elegante trifora arcuata aperta su un bel poggiolo.

Infine, a nord del paese risalendo sempre il fiume Meolo, sorge Villa Corner, che riprende molto da vicino l'impostazione, la partitura interna e le decorazioni a fresco di Palazzo Cappello; testimoniata soprattutto dal suo oratorio settecentesco della Beata Vergine del Carmelo, particolarmente venerata dai Meolesi.


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Villa Folco Dreina

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Chiesetta della Beata Vergine del Carmelo

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Palazzo Cappello